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MUSICA | concerto

Venerdì
8 maggio

CORTILE PLATAMONE

h. 21:30

MAPPA

DAVIDE AMBROGIO

durata: 60 minuti

curatela: Associazione Musicale Etnea

“Mater Nullius è la Madre di nessuno. È la terra desacralizzata che ha smesso di essere madre, profanata e resa un oggetto dai suoi stessi figli. Una rottura, una crisi, non solo ecologica, ma soprattutto spirituale e simbolica. È stato un cammino lungo due anni in cui sono sprofondato nel suono di un tamburo, ho cantato come un bambino, un pazzo, un cieco, e danzato come un popolo urlante in festa. Ho guardato la luna e giocato con le ombre, camminato nella notte ascoltando l’eco di un bosco e il riverbero di una grotta”. Davide Ambrogio

BIGLIETTERIA E PRENOTAZIONI / ingresso intero € 16,00 - ridotto € 10,00 || INFO: t. 095.321252 / info@ame.ct.it

Davide Ambrogio.
Fin dagli esordi, la ricerca musicale del polistrumentista calabrese è profondamente legata alle sue radici, fortemente ispirata dalla tradizione orale dell’Aspromonte con il suo patrimonio arcaico, linguistico e sonoro. Nel 2021 con il suo primo album solista dal titolo Evocazioni e Invocazioni, frutto di anni di studi e sperimentazioni nella musica di tradizione, conquista le classifiche della prestigiosa rivista Songlines (World Music Chart Europe e Top of the World Album). Vince i premi “Musica contro le Mafie” (con il brano A San Michele), “Ethnos Gener/Azioni 2020” e il “Premio Loano Giovani” con il progetto Linguamadre (insieme al Duo Bottasso ed Elsa Martin). Il suo secondo album, Mater Nullius è un’opera che esplora la disconnessione dell’uomo contemporaneo dalla natura e il bisogno di una rinascita umana e spirituale. Una storia di trasformazione interiore, un dialogo tra la razionalità dell’uomo moderno e il suo lato inconscio, primitivo, archetipico e selvaggio. 14 brani come le 14 fermate della Via Crucis, metafora del viaggio introspettivo intrapreso dal protagonista. Registrato ad Alia (PA) tra “Il Bosco” della famiglia Cortese e le grotte della Gurfa, Mater Nullius è un potente connubio di paesaggi sonori ancestrali e visione contemporanea. Il cuore musicale dell’album nasce da una reinterpretazione del codice sonoro utilizzato durante i rituali della Settimana Santa nel sud Italia. Gli “strumenti della passione” nella tradizione pasquale cristiana (tamburo, troccole e catene) si fondono con voci e suoni moderni in un sorprendente contrasto tra il mondo acustico e quello elettronico.